Vendite auto usate luglio 2025
/0 Commenti/in Attualità/da Redazione GuidaAutoUsate.itLuglio 2025, un’Estate di fuoco per le auto di seconda mano
Se pensavate che l’estate fosse un periodo di calma piatta per il settore delle auto, vi sbagliavate di grosso. I dati di luglio 2025, appena rilasciati dall’Automobile Club d’Italia (ACI) e basati sul Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ci raccontano una storia di resilienza e, per l’usato, di vera e propria euforia.
Il mercato dell’usato italiano si conferma, infatti, in splendida forma, una vera e propria roccaforte che tiene testa alle flessioni del nuovo. Analizziamo insieme i numeri, perché, come sempre, sono loro a dirci la verità.
Passaggi di proprietà: l’usato non si ferma!
I dati ACI sono chiari: il mese di luglio 2025 ha visto un’impennata nei passaggi di proprietà dei veicoli, confermando un trend positivo che dura da mesi. Un segnale forte e inequivocabile della vitalità di questo segmento. Concentrandoci sulle nostre amate quattro ruote, al netto delle minivolture (cioè le intestazioni temporanee ai concessionari in attesa della rivendita al cliente finale), si sono contati ben 294.264 trasferimenti di proprietà. Questo dato rappresenta una crescita del +3,9% rispetto ai 283.160 registrati a luglio dello scorso anno. Un risultato che la dice lunga su dove si stanno indirizzando le preferenze dei consumatori.
Il Bilancio dei primi sette mesi del 2025 (Gennaio-Luglio): Il trend positivo non si limita a luglio, ma si estende all’intero periodo gennaio-luglio 2025. I passaggi di proprietà cumulati hanno segnato:
• Veicoli Totali: Un aumento complessivo del +2,3%.
• Auto: Un solido +2,1%, raggiungendo quota 1.921.406 passaggi di proprietà.
Questi numeri ci dicono senza mezzi termini che il mercato dell’usato non è un ripiego, ma una scelta consapevole e in crescita, supportata da una domanda robusta e da una congiuntura economica che, evidentemente, spinge verso soluzioni più accessibili e, spesso, più vantaggiose.
Nuovo vs. Usato: Un Duello Impari!
Parlando di scelte, il dato più eclatante che emerge dai bollettini ACI riguarda il rapporto tra auto nuove immatricolate e auto usate commercializzate. È una vera e propria dichiarazione di intenti da parte del mercato italiano!
Numeri che parlano chiaro:
• A luglio 2025, per ogni 100 auto nuove immatricolate, ne sono state acquistate ben 226 di seconda mano. Considerando i primi sette mesi dell’anno (gennaio-luglio 2025), il rapporto si attesta a 196 auto usate per ogni 100 nuove.
Questo divario, che si allarga sempre più, testimonia la solidità strutturale del comparto dell’usato. In un contesto dove il nuovo “langue”, l’usato “regge” e prospera, diventando il vero protagonista delle transazioni automobilistiche. È evidente che i prezzi delle auto nuove, l’incertezza legata alla transizione energetica e la disponibilità di modelli che rispecchiano le reali esigenze del consumatore medio, stanno orientando gran parte della clientela verso il mercato dell’usato. In molti casi, l’italiano, che sia “retrogrado” o semplicemente pragmatico, ha compreso che l’usato offre opportunità uniche: magari una segmento B full optional, magari ibrida o elettrica, a un prezzo più vantaggioso rispetto a una citycar nuova.
Rinnovamento bloccato: troppe vecchie auto non vengono demolite
Se il fronte delle vendite di usato è in crescita, quello delle radiazioni, ovvero le cancellazioni dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), presenta un quadro differente, e per certi versi, preoccupante per il rinnovamento del parco auto.
Un trend negativo per l’eliminazione dei veicoli:
Le pratiche di cancellazione dal PRA per le autovetture sono diminuite drasticamente del -14,5% rispetto a luglio 2024 (109.147 contro 127.602).
Questa significativa riduzione è imputabile soprattutto al crollo delle demolizioni, che hanno segnato un pesantissimo -22,8%. Un calo solo parzialmente mitigato da una crescita delle esportazioni (+13%).
Il tasso di sostituzione: un campanello d’allarme
Il tasso unitario di sostituzione, che misura quante auto vengono radiate per ogni 100 auto nuove immatricolate, si è fermato a 0,84 a luglio 2025 (ovvero, ogni 100 auto nuove, 84 sono state radiate). Un dato che scende ulteriormente a 0,71 nel cumulato gennaio-luglio 2025.
Questa flessione delle radiazioni, in particolare delle demolizioni, è un fenomeno che merita attenzione. Significa che un numero inferiore di veicoli, spesso i più vecchi e inquinanti, viene effettivamente rimosso dalla circolazione. Questo potrebbe rallentare il processo di “liberazione” dalle emissioni nocive, un paradosso rispetto all’obiettivo di rinnovamento del parco auto spinto da nuove normative e tecnologie. Se le auto economicamente abbordabili “semplici” sono sparite dai listini, la gente si tiene quelle che ha, anche se più vecchie.
I tipi di alimentazione: Il Diesel resiste, ma i “Green” incalzano!
Il cuore del mercato dell’usato batte ancora al ritmo dei motori tradizionali, ma l’onda “verde” sta crescendo con decisione, segno di un cambiamento, seppur graduale, nelle preferenze degli acquirenti.
• Diesel: Nel mercato delle minivolture, il diesel si conferma l’alimentazione più diffusa. A luglio 2025, ha rappresentato il 44,1% delle auto, anche se in calo rispetto al 48,2% di luglio 2024. Questo dimostra che, nonostante le campagne di demonizzazione e le restrizioni crescenti, il diesel rimane una scelta privilegiata per la sua efficienza e per il suo valore nell’usato, soprattutto per chi cerca veicoli da lavoro o per lunghi viaggi.
• Benzina: Anche la benzina mantiene una quota significativa, sebbene non dettagliata separatamente come il diesel in tutti i passaggi, ma è implicita nella categoria “tradizionali” che dominano il mercato.
L’ascesa dei “Green”: Nonostante il predominio delle alimentazioni tradizionali, le motorizzazioni a basso impatto ambientale stanno guadagnando terreno, dimostrando che anche nel mercato dell’usato c’è un’apertura verso il futuro:
• Ibride a Benzina: Queste vetture hanno raggiunto una quota del 10% nel mercato dell’usato a luglio 2025, segnando un notevole incremento del +34,8%. Nelle minivolture, la loro incidenza sale addirittura all’11,9%, con un incremento del +33,3%, superando le auto a GPL (ferme al 7,5%). Un chiaro segnale che l’ibrido a benzina è percepito come una soluzione intermedia efficace e affidabile.
• Ibride a Gasolio: Sebbene siano ancora una nicchia, salgono all’1,9% del totale, con una crescita impressionante del +46,7%. Nelle minivolture, raggiungono il 2,8% con un rialzo ancora più marcato del +56,9%. Questo dato è interessante perché mostra come l’abbinamento diesel-ibrido stia trovando un suo spazio, probabilmente per chi cerca efficienza su lunghe percorrenze con un occhio ai consumi e alle emissioni.
• Elettriche (BEV): Le auto elettriche, pur registrando una crescita del +27,6%, rimangono una presenza marginale con una quota dell’1,1% sul mercato dell’usato. Nelle minivolture, la quota è dell’1,6% con una crescita del +30,7%. Questo ci dice che, nonostante il potenziale, il mercato dell’usato elettrico è ancora in fase embrionale, probabilmente a causa dei costi elevati del nuovo che si riflettono sull’usato, della preoccupazione per l’autonomia e la rete di ricarica, e della mancanza di modelli adatti a tutti gli spazi e le esigenze.
Riepilogo delle quote di Mercato per Alimentazione (Minivolture – Luglio 2025 vs. Luglio 2024):
| Tipo di Alimentazione | Quota Luglio 2025 | Quota Luglio 2024 | % |
| Diesel | 44,1% | 48,2% | -4,1% |
| Ibride a Benzina | 10% | 7,42% | +34,8% |
| GPL | 7,5% | N.D. | N.D. |
| Ibride a Gasolio | 1,9% | 1,29% | +56,9% |
| Elettriche | 1,1% | 0,86% | +30,7% |

I dati di luglio 2025 confermano il ruolo cruciale del mercato dell’usato in Italia, che si afferma non come un ripiego, ma come una scelta consapevole e solida. La sua ascesa è il risultato di vari fattori: i prezzi elevati delle auto nuove, l’offerta che non sempre risponde alle reali esigenze dei consumatori e l’incertezza legata alla transizione ecologica. Questo spinge molti a preferire l’usato, ritenuto una soluzione più conveniente e pragmatica.
Tuttavia, c’è un aspetto preoccupante: il crollo delle radiazioni, ovvero le demolizioni di veicoli più vecchi. Questo fenomeno rallenta il rinnovamento del parco auto nazionale, con conseguenze negative per l’ambiente e la sicurezza stradale. Il calo del tasso di sostituzione dimostra che per ogni 100 auto nuove, ne vengono rottamate sempre meno, un segnale che il bisogno di accessibilità economica sta prevalendo sulla necessità di un parco auto più moderno ed ecologico.
In questo scenario, il mercato italiano non sta regredendo, ma si sta adattando con pragmatismo. L’usato non è una soluzione di ripiego, ma la risposta più concreta e intelligente a un mercato in profonda trasformazione.
Restate sintonizzati per le prossime analisi!





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