PARCO AUTO RINNOVATO? SE NE PARLA… TRA 26 ANNI

Il parco auto italiano è notoriamente antiquato e il processo di rinnovamento procede a passo di lumaca. Il nostro Paese, quando si tratta di transizione ecologica, si trova in fondo alla classifica europea. Andrea Cardinali dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) ha lanciato un allarme durante un’audizione al Senato sull’industria automobilistica italiana, affermando che il parco circolante in Italia è uno dei più vecchi d’Europa. Quasi un quarto dei veicoli in circolazione è antecedente alla normativa Euro 4, con un’età media di 12,5 anni. Considerando le attuali dimensioni del mercato, intorno a 1,6 milioni di unità, ci vorrebbero 26 anni per sostituirli. È un problema molto serio, sia dal punto di vista ambientale che della sicurezza. Questa situazione mette in evidenza la necessità di interventi urgenti e strategie efficaci per accelerare il processo di rinnovamento del parco auto nazionale, affrontando con determinazione le sfide ambientali e di sicurezza che ne derivano. L’attuale lentezza nel rinnovamento del parco veicolare richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, dell’industria automobilistica e dei cittadini per promuovere l’adozione di veicoli più efficienti e a basse emissioni, contribuendo così a migliorare la qualità dell’aria e la sicurezza sulle strade italiane.

DALLA CRISI DEL 2008, L’ETA’ MEDIA DELLE AUTO SI e’ ALZATA DI 4 ANNI

Secondo quanto riportato dall’associazione dei costruttori esteri, il parco circolante ha un’età media di 11 anni in Francia, 10,1 anni in Germania e 8,6 anni nel Regno Unito. Questi dati, forniti da Andrea Cardinale dell’Unrae, evidenziano una situazione non solo di mera cronologia, ma di impatto socioeconomico significativo. Cardinale ha approfondito questa tendenza, spiegando che essa non è stabile, bensì è frutto di una graduale evoluzione iniziata dopo la crisi finanziaria del 2008. In effetti, partendo da un’età media di 7,9 anni nel 2009, il parco circolante è cresciuto fino a raggiungere i 12,5 anni nell’arco di 14 anni. Tale aumento non è uniforme su tutti i fronti, poiché altre categorie veicolari presentano una situazione ancor più critica. I veicoli commerciali leggeri, ad esempio, denunciano un’età media di 18 anni, seguiti dai veicoli industriali con 14,5 anni e dagli autobus con 11,6 anni. Nonostante questi veicoli possano non emettere gas nocivi direttamente, il loro impatto sulla sicurezza stradale è innegabile. Questa problematica assume contorni ancora più rilevanti se consideriamo il contesto italiano, dove il parco circolante appare non solo obsoleto, ma anche poco sicuro e inquinante, come sottolineato da Cardinale. Pertanto, emerge la necessità di interventi mirati per rinnovare e migliorare il parco veicolare nazionale, non solo per ridurre l’inquinamento atmosferico, ma anche per garantire un’adeguata sicurezza stradale per tutti gli utenti della strada.

NUOVE STRATEGIE CERCASI: L’AMBIENTE… NON ASPETTA

I livelli di immatricolazioni dell’Italia nel settore automobilistico sono molto distanti dai livelli del passato. Attualmente, 1,6 milioni (1.566.448 auto nuove immatricolate: indietro di oltre 350.000 vetture rispetto al 2019), mentre la Germania arriva a 2.844.609, e la Spagna si attesta sul milione, ma in crescita del 16,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Partendo dall’osservazione che una parte cospicua di ciò che si produce in Italia (Secondo ANFIA, la produzione domestica di vetture ha totalizzato 541.000 unità nel 2023, marcando un aumento del 14,5% rispetto al 2022) non viene immatricolata nel paese, Andrea Cardinali invoca nuove strategie che potrebbero essere adottate per sfruttare appieno il mercato interno. Magari, orientandolo verso una transizione ecologica verso l’elettrico: il responsabile dell’Unrae ha evidenziato infatti che, mentre i paesi leader nella transizione energetica hanno raggiunto una penetrazione dell’elettrico pari al 40,4% nel 2023, l’Italia si è fermata al 4,2% l’anno scorso. Non solo si auspicano incentivi adeguati: parallelamente, sarebbe importante investire nella creazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici su larga scala, per rendere più conveniente e accessibile l’utilizzo di auto a zero emissioni. Inoltre, campagne di sensibilizzazione pubblica potrebbero contribuire a promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della transizione verso una mobilità più sostenibile.

INCENTIVI USATO 2024, TRA MILLE POLEMICHE: POCHI FONDI, E AUTO ELETTRICHE DISCRIMINATE

Partono finalmente entro la fine di marzo gli incentivi 2024 all’acquisto di auto usate (sulla falsariga di quelli del 2021) dedicati a chi acquisterà un’auto usata elettrica, ibrida, benzina, diesel, Gpl entro il 31 dicembre 2024. Il bonus, valido solo in caso di acquisto di un usato da un commerciante (concessionaria, multimarche, rivenditore di usato generico) sarà erogato fino a esaurimento fondi, pari a circa 20 milioni di euro a fronte di un ammontare totale di 950 milioni di euro (da spartire con chi acquista un’auto nuova di fabbrica che ha diritto alle agevolazioni). Una frazione, quindi, davvero ridotta del contributo, e addirittura inferiore rispetto a quella stanziata in occasione dei bonus del 2021 (erano 40 milioni): si presume che questo importo verrà bruciato in pochissimo tempo, ragione per cui vale la pena approfondire le tematiche subito, per non farsi cogliere impreparati.

EURO 5: SI POSSONO ROTTAMARE SOLO SE SI HA UN REDDITO PIU’ BASSO DI 30.000 EURO.

MA IN ALCUNE REGIONI LE EURO 5 SONO GIA’ FUORILEGGE…

In attesa del Decreto che disciplinerà il bonus auto usate, ecco i punti cardine degli incentivi. Sono pari a 2.000 euro, per l’acquisto di auto Euro 6 (a gasolio, a benzina, ibride) oppure elettriche, e di un valore non superiore a 25.000 euro, IVA esclusa  (30.500 euro IVA inclusa), con emissioni fino a 160 g/km di CO2. Il “taglio” al prezzo viene effettuato a fronte della rottamazione di una vettura Euro 4 di proprietà dello stesso soggetto richiedente da almeno 12 mesi (si tratta di un sistema utilizzato per garantire che il proprietario abbia effettivamente utilizzato il veicolo per un periodo significativo prima di poter accedere all’incentivo. Questo aiuta a prevenire frodi o abusi del sistema, come ad esempio l’acquisto di veicoli usati al solo fine di usufruire dell’incentivo, per poi rivenderli). L’ampliamento alle Euro 5 della platea di veicoli rottamabili sarà riservata solo a chi ha un Isee (indicatore che serve per valutare la situazione economica dei nuclei familiari) inferiore a 30.000 euro e solo a fronte dell’acquisto di una macchina elettrica o plug-in, ossia con emissioni di CO2 fino a 60 g/km .
Una limitazione forse eccessiva, se si considera che i veicoli diesel Euro 5 sono già ora oggetto di restrizioni alla circolazione perché considerate inquinanti: in Emilia Romagna, per esempio, i blocchi includono nelle domeniche ecologiche, o durante l’applicazione di eventuali misure emergenziali, anche le Euro 5. A Roma i diesel fino a Euro 6 sono soggetti a eventuali blocchi dal lunedì al giovedì, qualora il comune accerti condizioni di criticità a causa dell’inquinamento dell’aria.

INCENTIVI ACQUISTO AUTO USATE 2024: LE AUTO MENO INQUINANTI (SPECIE LE ELETTRICHE) NON SONO PREMIATE

A differenza degli incentivi per chi acquista il nuovo, emerge subito una differenza: il contributo di rottamazione riservato a chi compra una macchina di seconda mano da un commerciante non è proporzionale alla classe ambientale di appartenenza del veicolo rottamato e di quello acquistato. Per chi compra un veicolo nuovo, infatti, nel caso sia a propulsione elettrica (range di emissioni 0-20 g/km) il bonus è di 5.000 euro con rottamazione e 3.000 euro senza rottamazione. Mentre chi ha deciso di portarsi a casa un’ibrida plug-in (emissioni 21-60 g/km) può accedere a un “taglio” di 4.000 euro con rottamazione e 2.000 euro senza rottamazione.
Si direbbe, “due pesi e due misure”: non viene premiato maggiormente chi è più amico dell’ambiente, se non si può permettere (o non ritiene opportuno) l’acquisto di una vettura nuova.

INCENTIVI USATO 2024: PENSA A TUTTO IL COMMERCIANTE

Il contributo, rivolto esclusivamente alle persone fisiche (tagliate fuori dunque le società come, ad esempio, le aziende di noleggio) può essere prenotato solo dal commerciante (concessionaria di auto usate, commerciante generico, salonista ecc…). Chi acquista deve rivolgersi a lui, l’unico soggetto autorizzato a gestire tutta la procedura di prenotazione ed erogazione dell’Ecobonus. La compensazione diretta del contributo con il prezzo di acquisto del nuovo veicolo semplifica notevolmente il processo per l’acquirente, che non deve occuparsi di richiedere il rimborso o gestire ulteriori procedure burocratiche. Invece, il rivenditore autorizzato si occupa di tutte le formalità necessarie una volta verificati i requisiti richiesti. Sono escluse, quindi, le compravendite di veicoli tra privati.
Bisognerà invece attendere il mese di marzo affinché gli incentivi saranno approvati dalla Corte dei Conti e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, per diventare ufficialmente operativi e poter quindi essere utilizzati dai cittadini e dalle aziende interessate.

VENDITE AUTO USATE 2023: L’ANNO SI CHIUDE IN POSITIVO, MA… LA SVOLTA GREEN NON E’ ARRIVATA

A gennaio è tempo di tirare le somme dell’anno appena trascorso, e noi di GuidaAutoUsate.it non potevamo esimerci dal “mettere in fila” i numeri degli ultimi 12 mesi, cercando di capire la direzione in cui sta andando il mercato. Nel 2023, complessivamente, sono stati rilevati incrementi di passaggi di proprietà (fonte: ACI) di autovetture pari al 6,6% (2.906.421 registrazioni) al netto delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale). Il bilancio del 2023, invece, per quanto riguarda la vendita di vetture nuove, ha visto “lievitare” i numeri del 18% (1.576.966 iscrizioni).

Fonte: ACI Auto-Trend

Fonte: ACI Auto-Trend

USATO: ASPETTANDO GLI INCENTIVI

Tornando all’usato, si tratta di un risultato solo apparentemente positivo, se si considerano i 3.033.816 passaggi di proprietà del 2021 e, soprattutto, i 3.102.709 del 2019 (superiori del 6,75% rispetto al dato del 2023; escludiamo dall’analisi il 2020, anno anomalo a causa della pandemia). Ad oggi, però, nonostante le performance non proprio lusinghiere, pare che il mercato dell’usato non sia nel radar degli incentivi statali 2024, che, peraltro (ad oggi, 12 gennaio 2024) stentano a decollare pure per quanto riguarda il mercato del nuovo: lo sostiene anche il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci, che ha commentato:

“Alla luce dei tempi burocratici di approvazione e ratifica da parte delle istituzioni coinvolte e della necessità di aggiornare la Piattaforma Invitalia, è molto forte e preoccupante il rischio che i nuovi incentivi non siano operativi in tempi brevi, situazione che porterebbe a un ulteriore rallentamento o alla paralisi del mercato”

Gli incentivi saranno proporzionati alle emissioni di CO2 dell’automobile nuova che si va ad acquistare, e sono più elevati se si opta per la rottamazione (fino a 13.750 euro di tagli ai listini per auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/km); ricordiamo che gli incentivi saranno erogati per auto che non hanno un prezzo d’acquisto superiore ai 42.700 euro.

Se l’obiettivo è quello di diminuire l’impatto ambientale del parco circolante (ha un’età che supera i 20 anni) perché non estendere gli incentivi per l’acquisto delle auto nuove a basse emissioni anche al mercato dell’usato, come era stato fatto nel 2021? (chi acquistava una vettura di seconda mano Euro 6 rottamando un veicolo con almeno dieci anni di vita aveva diritto a un bonus fino a 2000 euro).

Limitando l’analisi al mese di dicembre, i passaggi di proprietà di autovetture depurati dalle minivolture hanno fatto segnare una variazione negativa dello 0,1% rispetto a dicembre 2022 (questo dato si trasforma in una crescita dell’11%, considerando la media giornaliera: dicembre 2023 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente). Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 193 usate nel mese di dicembre (quasi il doppio delle auto nuove iscritte) e 184 nell’intero anno.

L’USATO, IN ITALIA, E’ ANCORA POCO “GREEN”: IL DIESEL (STRA)VINCE ANCORA, IN CRESCITA LE IBRIDE

Nel mercato dell’usato prevalgono ancora le alimentazioni tradizionali (diesel a quota 46,5%, benzina al 36,8%). La quota dell’ibrido a benzina si pone, nel 2023, con un’incidenza pari al 5%, con una crescita del 53,8%; nel nuovo, la quota è assai più consistente, con il 35,3% (+21,7% nel totale annuo).

Le auto elettriche usate hanno rappresentato ancora solo lo 0,5% del mercato, nel 2023 (lo 0,7% di dicembre lascia sperare in un incremento strutturale per il 2024). Un po’ meglio il nuovo: complessivamente nel 2023 l’incidenza è stata pari al 4,1%, con un aumento del 32,8%. Tuttavia, questi numeri, sul fronte del progresso verso la transizione energetica, sono poco incoraggianti, tanto che il 2023 è stato un anno perso come mostrano i dati sulle auto green: lontani dalle quote più elevate anche di Paesi con Pil pro capite (a parità di potere di acquisto) inferiore rispetto all’Italia. Tale ritardo, sottolinea lo studio di Unrae, ha avuto conseguenze negative sulle emissioni medie di CO2 che, contrariamente al trend di riduzione imposto dalle norme europee, sono addirittura cresciute nell’intero 2023 a 119,5 g/Km (+0,7%).

Le auto a doppia alimentazione benzina/gpl sono la terza forza del mercato: nel totale annuo la quota si è attestata al 7,3% con un +6,3%. Poco rilevanti a livello di numeri assoluti, ma interessanti per il tasso di crescita negli ultimi 12 mesi, le immatricolazioni di auto ibride a gasolio: la quota di mercato è dello 0,80%, in forte crescita (+85%) rispetto allo 0.50% del 2022

RADIAZIONI: ANCORA IN FLESSIONE

Per quanto riguarda le radiazioni (passaggio necessario per cancellare la vettura dal Pubblico Registro Automobilistico, che pone fine alla “vita” burocratica del mezzo, che non potrà più circolare), il 2023 si è chiuso con un forte calo, pari al -6,4% (984.763 radiazioni totali). Restringendo il “fuoco” al solo mese di dicembre 2023, si è registrato un decremento del 4,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (determinato in particolare dalla diminuzione delle rottamazioni, -8,3%). Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,68 nel mese di dicembre (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 68) ed a 0,62 nell’intero anno.

IL “GRANDE FRATELLO” DELL’USATO: REDDITO, REGIONE, NORMATIVA EURO. ECCO L’IDENTIKIT PERFETTO

Sapevi che in Puglia sono state vendute ben 5 auto usate a fronte di una nuova? E che in Lombardia le vendite di vetture di seconda mano a gasolio sono, in percentuale, le più basse d’Italia? Ecco un approfondimento relativo al periodo gennaio-agosto 2023

In questo articolo, realizzato sulla base dei dati forniti da ACI-Area statistica e ISTAT, andiamo ad analizzare in modo più approfondito i dati di mercato relativi al mercato dell’usato, partendo dai dati “generali” relativi al periodo da gennaio ad agosto 2023. I passaggi di proprietà (escludendo le minivolture, ovvero, i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno fatto registrare una variazione positiva del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. In media, per ogni auto nuova, vi sono stati quasi due passaggi di proprietà di auto usate. A fronte di 1.046.728 di nuove iscrizioni, sono state registrati 1.895.778 passaggi di proprietà.

L’indice “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” si attesta dunque a 1,8 circa.

Il rapporto “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” è un indice di analisi del mercato interessante e allo stesso tempo semplice da analizzare. Se l’indice è inferiore a 1, le immatricolazioni di auto nuove hanno superato i passaggi di proprietà; di contro un indice superiore a 1 indica che vi sono stati più trasferimenti di proprietà che registrazioni della prima iscrizione al PRA di un veicolo nuovo di fabbrica. Più è alto l’indice, più il numero di passaggi di proprietà è grande rispetto alle nuove immatricolazioni.

PUGLIA E TRENTINO: I DUE ESTREMI

Le diverse regioni mostrano indici anche molto diversi da quello medio italiano, con la Puglia e la provincia autonoma di Trento collocate agli estremi opposti. In Puglia l’indice è pari a 5 (ben 5 passaggi di proprietà ogni nuova immatricolazione), mentre nella provincia autonoma di Trento le nuove immatricolazioni superano addirittura i passaggi di proprietà (indice pari a 0,22).

AUTO USATE: LE SCEGLIE CHI HA BASSO REDDITO?

Sicuramente sono molteplici le ragioni alla base dei diversi valori di indice riscontrati. Abbiamo provato ad analizzare solo uno degli aspetti potenzialmente coinvolti, mettendo in relazione l’indice “passaggi di proprietà /nuove iscrizioni” con i dati del reddito delle famiglie a livello regionale*. Dall’analisi dell’indice sembra emergere una certa relazione tra l’indice “passaggi di proprietà /nuove iscrizioni” e il reddito medio delle famiglie di ogni regione. A un reddito medio delle famiglie più alto corrisponde, generalmente, un indice più basso e viceversa. In termini generali, nelle regioni a più alto reddito il numero di compravendite di auto usate è stato sì superiore all’acquisto di auto nuove, ma non tanto quanto nelle regioni a più basso reddito. I due grafici qui sotto aiutano a spiegare meglio questo andamento.

Nota*(reddito mediato sugli ultimi 5 anni di dati disponibili 2017-2021 fonte ISTAT)

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT


TRENTO E BOLZANO: IL NUOVO BATTE L’USATO

Le regioni collocate nella parte alta del primo grafico (reddito più alto), “scivolano” in basso nel grafico di destra, giacché presentano un indice “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” più basso.
Prendiamo ad esempio la regione Lombardia, al secondo posto in termini di reddito presenta un indice di poco inferiore a 2. Significa che vi sono stati “solo” due compravendite di vetture usate per ogni acquisto di auto nuova. All’estremo opposto, le regioni con entrate più basse (Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata etc.) presentano un indice auto usate/auto nuove più alto (maggiore di 3). Per queste regioni, per ogni nuova immatricolazione vi sono stati più di 3 passaggi di proprietà di automobili usate.
Da notare che le due province autonome di Trento e Bolzano (redditi tra i più alti di Italia ), sono gli unici casi in cui le nuove immatricolazioni superano i passaggi di proprietà e presentano quindi un indice minore di 1.
In sintesi i dati indicano che più il reddito è alto più aumenta la propensione verso l’acquisto di vetture nuove.

OCCHIO ALLE ECCEZIONI

Ma non in tutti casi è così. Quella che abbiamo visto nei dati è una tendenza grossolana con molte eccezioni, alcune particolarmente significative che si possono più agevolmente rappresentare con il grafico qui sotto.
Sull’asse orizzontale sono riportati i valori di reddito e sull’asse verticale il rapporto auto usate/auto nuove per ogni regione, in una scala da 0 a 6 (un valore alto del rapporto indica che sono state vendute più vetture usate che nuove).
Le eccezioni rappresentate dai punti che sono più lontani dalla linea retta tratteggiata rivelano che alcune regioni non rispettano perfettamente la regola secondo cui a un reddito più basso corrisponda una propensione più elevata a comprare veicoli di seconda mano.

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT

Puglia, Molise e provincia di Trento si allontanano di più dalla linea retta, ovvero dall’andamento generale, e mostrano dei dati particolarmente interessanti. La provincia di Trento, per esempio, ha un indice di passaggi di proprietà/nuove iscrizioni particolarmente basso (solo 0,22), inferiore anche a quello della provincia di Bolzano (che ha un reddito più elevato). All’estremo opposto spicca il dato della Puglia con il rapporto auto usate/auto nuove più alto di Italia, superiore a 5, pur non essendo la regione con il reddito più basso in assoluto. In Puglia, pertanto, tra gennaio e agosto i dati ci dicono che vi è stata solo una nuova immatricolazione ogni 5 passaggi di proprietà. Infine, il Molise pur avendo un reddito famigliare tra i più bassi di Italia ha un indice simile a quello della Lombardia (poco al di sotto di 2). Questo sta a significare, come dicevamo prima, che non sempre la correlazione tra reddito e indice è rispettata. Come sempre accade, vi sono molteplici fattori che influenzano i dati. Quella che abbiamo analizzato è solo una tendenza, una relazione generale mostrata dai dati, interessante come spunto di riflessione, ma che di certo non spiega tutto.

NORMATIVE ANTINQUINAMENTO: LE AUTO PIU’ “VERDI” SI VENDONO AL NORD. LA SICILIA IN “MAGLIA NERA”

Analizziamo ancora più nel dettaglio il mercato dell’usato, sempre per questo primo periodo (gennaio – agosto) del 2023, focalizzandoci su uno degli aspetti più d’attualità del momento: quello legato alla normativa antinquinamento. In Italia il 40% dei passaggi di proprietà ha riguardato la classe Euro 6, il 19% la classe Euro 5 e il 25 % la classe euro 4. Le restanti transazioni riguardano le classi inferiori (9% circa per le Euro 3, 4% per le euro 2 e solo un punto percentuale per quelle ancora inferiori). Anche in questo caso si riscontrano delle differenze tra le diverse regioni. In Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige i passaggi di proprietà hanno riguardato, in proporzione rispetto al totale, una quota maggiore di autovetture euro 6. In Veneto e Lombardia il 46% delle compravendite riguardano auto Euro 6, mentre in Trentino-Alto Adige si arriva a ben il 60%. In Puglia Sardegna e Sicilia invece la quota parte di compravendite che hanno riguardato auto nella classe euro più alta è nettamente inferiore al 40% medio italiano. Solo il 32% (Puglia) il 30% (Sardegna) e il 29% (Sicilia) dei passaggi di proprietà regionali hanno riguardato vetture Euro 6.


ALIMENTAZIONE: IL GASOLIO PIACE ANCORA, MA NON IN LOMBARDIA

I passaggi di proprietà del periodo gennaio-agosto 2023 in Italia hanno riguardato in prevalenza auto a gasolio, pari al 47% del mercato (48% inserendo anche le poche ibride a gasolio), contro il 37% delle auto a benzina. Che arriva però al 50% se includiamo anche il 5% di ibride a benzina e il 9% di quelle a doppia alimentazione (benzina e gas). Meno dell’1%, invece, le full electric, come c’era da aspettarsi trattandosi di un mercato recente. Il Trentino Alto Adige si distingue anche in questo caso dalle altre regioni con un 16% di passaggi di proprietà che hanno riguardato le ibride a benzina. Sempre in tema di ibride notiamo le percentuali leggermente superiori al 5% medio italiano, di Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria (tutte intorno al 7%). Interessante notare che in molte regioni del sud Italia la percentuale di passaggi di proprietà di auto a gasolio è sensibilmente più alta del 48%, il dato medio nazionale (Sardegna 57%, Sicilia 59%, Molise 63%, Calabria 63%, Puglia 64%, Basilicata 66%). Fanno eccezione la Campania e l’Abruzzo, in cui i dati si assestano rispettivamente sul 52% e sul 53%, più vicini alla media nazionale. Da evidenziare poi il dato, prevedibile, della Lombardia in cui la percentuale dei passaggi di proprietà delle auto a gasolio è la più bassa d’Italia, con il 36%, contro il 63% di auto a benzina (includendo le ibride e quelle a gas). Ciò si spiega anche con le normative molto stringenti introdotte di recente per le auto a gasolio soprattutto nella città Milano (Area B).

USATO IN BUONA FORMA: IN AGOSTO PIÙ PASSAGGI DI PROPRIETA’ E PREZZI IN FLESSIONE

Nel mese di agosto 2023, le vendite di vetture nuove hanno registrato un aumento significativo del 15,8% (Fonte: Aci) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non così bene è andata per l’usato: i passaggi di proprietà, escludendo le minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno registrato una variazione positiva del 5,7% rispetto ad agosto 2022 (valore inferiore, comunque, al 6,6 relativo al periodo gennaio-agosto di quest’anno). I 183.448 passaggi totalizzati nell’ottavo mese del 2023, di fatto, riportano il mercato delle auto di seconda mano alle performance del 2021 (183.282 ). Sono ancora lontani, però i 188.687 trasferimenti di proprietà pre-Covid (agosto 2019), quando i prezzi delle auto usate (riferiti al mercato tra operatori del settore: in prezzo “all’ingrosso”) erano più bassi di ben il 25,5% rispetto a oggi (fonte: AUTO1 Group).

Fonte: Aci
Fonte: Aci

Rimanendo in tema di valore delle auto “passate di mano”, segnaliamo che rispetto all’agosto dell’anno precedente, i prezzi delle auto usate sono diminuiti del 13,7%, e la tendenza pare sia al ribasso anche per i prossimi mesi (da gennaio ad agosto 2023, i prezzi sono calati dell’1,3%).

Flessione per le radiazioni di autovetture ad agosto: si è registrato un decremento del 2,4% rispetto ad agosto dell’anno precedente, con 60.352 pratiche contro le 61.817 di agosto 2022. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,72 nel mese di agosto (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 72) ed a 0,62 nei primi otto mesi dell’anno. Nei primi otto mesi del 2023 sono stati osservati decrementi dell’8,3% per le autovetture.

L’USATO “ECOLOGICO” E’ IN CRESCITA, MA… STENTA A DECOLLARE

L’analisi delle preferenze nel mercato delle auto usate in Italia a agosto 2023, in merito alla tipologia di alimentazione, offre alcune interessanti informazioni:

  1. Alimentazioni tradizionali: Le vetture spinte da motori termici alimentati a gasolio e a benzina continuano a dominare il mercato delle auto usate.
  2. Incremento delle ibride a benzina: Le auto ibride a benzina stanno guadagnando popolarità nel mercato dell’usato. La quota di mercato delle auto ibride a benzina è aumentata del 54,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 4,5% ad agosto 2023. Questo potrebbe riflettere un crescente interesse per le opzioni di mobilità più ecologiche.
  3. Auto elettriche ancora di nicchia: Le auto elettriche rappresentano solo lo 0,5% delle auto usate in Italia a agosto 2023. Anche se c’è un crescente interesse per la mobilità elettrica, in particolare per le auto nuove, sembra che il mercato dell’usato debba ancora adattarsi a questa tecnologia.
  4. Prevalenza dei diesel nei minipassaggi: Tra le auto oggetto di minivolture, i veicoli diesel continuano a dominare con una quota del 52,6% ad agosto 2023. Tuttavia, questa quota è in calo rispetto all’anno precedente (era il 53,6% ad agosto 2022), indicando un graduale cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
  5. Crescita delle ibride a benzina e delle auto a GPL nei minipassaggi: Le auto ibride a benzina rappresentano il 6,1% delle minivolture ad agosto, con un aumento del 45%. Allo stesso tempo, le auto a GPL hanno una quota del 7,5%, suggerendo che ci sia ancora una domanda sostenuta per queste alimentazioni alternative.

In sintesi, mentre le auto diesel e a benzina continuano a dominare il mercato dell’usato in Italia, si osserva un crescente interesse per le auto ibride a benzina e le auto a GPL. Tuttavia, le auto elettriche rappresentano ancora una piccola parte del mercato dell’usato. Questi trend riflettono una maggiore consapevolezza ambientale e una crescente preferenza per veicoli più ecologici tra gli automobilisti italiani, ma i numeri crescono ancora, ahimè, troppo lentamente.

VENDITE AUTO USATE LUGLIO 2023: L’ENNESIMO SEGNO “+”. MA NON SONO TUTTE “ROSE E FIORI”

Il “termometro” del mercato, per questo luglio 2023, va di pari passo con quello che registra le temperature. I passaggi di proprietà di automobili, depurati dall’effetto distorsivo dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) sono stati 243.957, facendo segnare una variazione positiva del 7,5% (numeri forniti da ACI Autotrend) rispetto a luglio 2022, in cui si totalizzarono 226.866 passaggi. Per il mese di luglio, quindi, la performance è migliore rispetto al periodo gennaio-luglio 2023, che si è chiuso con un incremento del 6,7%.

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Mercato delle auto usate in Italia: il sorpasso. A giugno, usato batte nuovo

Un semestre in crescita, e sempre più interesse per le auto ibride a benzina

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VENDITE DI AUTO USATE AD APRILE 2023: CRESCITA DEL 2,7%

Ad aprile, i passaggi di proprietà delle auto, al netto dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente) sono stati 214.224. Un segno positivo del 2,7% in confronto al dato rilevato ad aprile 2022 (in termini di unità vendute: 208.643).
Ogni 100 macchine nuove ne sono “passate di mano” 176 usate (il dato sale a 178 se si considerano i primi quattro mesi dell’anno: il primo quadrimestre si è chiuso con un incremento del 5,3%).

Fonte: ACI
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Classifica delle auto più affidabili: JD Power, ADAC, TUV… chi ha ragione?

Tra gli aspetti che spingono verso l’acquisto di un modello di auto di seconda mano piuttosto che di un altro, l’affidabilità è uno dei più rilevanti (se non il preponderante). Nella maggioranza dei casi, è quello che è più in grado di influenzare la decisione finale, e merita quindi uno speciale approfondimento.

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Ford Fiesta: esce di produzione. Comprala usata!

Dopo 47 anni di produzione, sette generazioni e 19 milioni di esemplari venduti dal 1976, l’utilitaria Ford esce definitivamente di scena: la disponibilità in i concessionaria è garantita sino a esaurimento delle macchine già in stock.
D’altronde, i numeri non erano più quelli di un tempo: complice la “concorrenza in casa” della Ford Puma, nonché delle altre utilitarie che godono ancora di buona salute, come Lancia Ypsilon (40.970 auto vendute nel 2022), Dacia Sandero (33.922 esemplari), Citroën C3 (a quota 31.879, sempre nel 2022). La piccola Fiesta, con 9.500 unità, ha alzato bandiera bianca.

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