VENDERE BENE LA PROPRIA AUTO USATA A UN PRIVATO

Quando si decide di acquistare una nuova…. auto usata, spesso, ci si trova con il vecchio veicolo da “piazzare sul mercato”. In Italia, infatti, il mercato delle auto usate (e delle auto nuove) è “di sostituzione”. Per esempio, nel 2021, le vetture circolanti sono cresciute di sole 29.000 unità, a fronte di oltre un milione e mezzo di auto nuove immatricolate.
Ciò significa che ogni anno, centinaia di migliaia di persone, per una volta, sono costrette a trasformarsi in venditori.
E chi ci è già passato, lo può confermare: non è per niente facile! Anche se si dà in permuta nella concessionaria che ha venduto la vettura con cui è stata sostituita, sebbene sia tutto più facile, è importante comunque tenere gli occhi aperti.
Occorre pazienza, consapevolezza dei propri diritti (e doveri) e buone doti di negoziazione. Per ottenere il massimo profitto possibile, limitando al minimo i disagi, ecco questa guida in cui trovi i sette consigli per vendere al meglio la tua auto usata.

1. Fissa il giusto prezzo di vendita

Per determinare un prezzo di vendita “realistico”, che possa, ciè, risultare attrattivo nei confronti del potenziale acquirente, non basta fare il “copia e incolla” dei valori riportati dalle pubblicazioni specializzate. Occorre, invece, andare più nello specifico, perché i fattori geografici, temporali e burocratici posso influenzare, e non poco, i valori in gioco. Per esempio, il mercato delle auto usate nelle isole è tendenzialmente più ristretto, e spesso le quotazioni sono più alte (specie per veicoli dal valore medio-basso, che non giustificano una eventuale spesa di trasporto su nave). Senza poi considerare il fatto che le normative antinquinamento possono abbattere non poco il valore delle vetture, specialmente se si sta vendendo l’auto in una provincia in cui la vettura che si sta proponendo è soggetta a forte limitazioni (vendere a buon prezzo una Euro 4 diesel a Milano, per esempio è diventato quasi impossibile). E anche il periodo dell’anno ha la sua importanza: per le “scoperte”, per esempio: si possono piazzare a cifre più alte in primavera e in estate, per esempio.

Ma come fare a fissare il prezzo giusto di un’auto usata?

E’ fondamentale prendere in esame, innanzitutto, le proposte degli altri venditori sui siti di auto usate (come Autoscout24 e Subito), con questa premessa: questa indagine ha senso se ci sono un po’ di esemplari analoghi, altrimenti, la stima sarebbe poco indicativa, e va detto che se ce ne sono pochi  della stessa marca e dello stesso modello della vostra, potrebbe essere un segnale negativo: si potrebbe trattare di un’auto che ha poco mercato e quindi  non facile da vendere (a meno che non si tratti di una supercar o di un modello seminuovo che non è ancora arrivato sul mercato dell’usato). Occorre stare ben attenti, nell’effettuare la comparazione con la propria vettura, all’allestimento e agli accessori (talvolta, per non dire spesso, questo aspetto viene poco curato da chi compila l’inserzione, e si finisce per paragonare due esemplari, di fatto, diversi, e si rischia di sbagliare la valutazione.
Altro aspetto a cui stare molti attenti, è il tipo di venditore. Ovvero, se il venditore è un professionista o un privato. Non ha senso proporre la propria vettura allo stesso prezzo di un esemplare analogo in vendita presso una concessionaria ufficiale: voi, in quanto privati, non potete dare la garanzia sul bene e il compratore, a parità di condizioni, propenderà sempre verso l’auto in vendita da un professionista.
Altro aspetto importante, è la data dell’annuncio: se le auto che prendete in esame come termine di paragone sono sul mercato da tanti mesi, significa che non sono appetibili. Senza considerare poi che, se nel frattempo è arrivato sul mercato una versione aggiornata dell’automobile, si dovrà abbassare di più il prezzo.

2. Rendi più attraente l’aspetto della tua auto usata da vendere

Una volta fissato il giusto prezzo di vendita, si passa alla fase di preparazione della vettura, per rendere la vettura più attraente per i potenziali acquirenti. Questo passaggio avviene, non a caso, dopo aver fissato un prezzo di realizzo realistico, in modo da poter decidere la quantità di risorse da dedicare.
Per la prima fase, ci si può pensare da soli:

Lavare con cura la carrozzeria (a mano, o con il getto ad alta pressione), avendo cura nel pulire anche i cerchioni (aiutatevi con una spazzola deficata o uno spazzolino da denti per riuscire a entrare nelle razze)

Spuzzate sulla plancia e sui pannelli porta gli appositi spray (di solito a base siliconica) per pulire e ravvivare le plastiche, applicandoli con uno straccio morbido. Non dimenticate poi di lavare con attenzione i finestrini e il parabrezza all’interno.

Aspirapolvere alla mano (utilizzate quelli presenti negli autolavaggi, ma anche quelli portatili da casa, alimentati a batterie: vanno benissimo) passatelo energicamente sui sedili, sul rivestimento in moquette del bagagliaio e sui tappetini. Se sono consumati, sostituiteli senza pensarci due volte: i tappetini in cattive condizioni trasmettono una sensazioen di trascuratezza, che può fare una brutta impressione al potenziale compratore.

A questo punto, se l’aspetto dell’auto vi convince, e non necessita di lavori extra, procedete alla fase due: lucidate la carrozzeria, con la cera: anche quelle spray sono adatte allo scopo, e si applicano con meno fatica rispetto a quelle a pasta. E non dimenticate le gomme: passate gli appositi spray che ravvivano l’aspetto della fascia esterna.

Se invece c’è qualche lavoro da fare, a questo punto si può decidere se vendere la vettura con i difetti, o rivolgersi a dei “professionisti del lifting“;
Per esempio, difetti di carrozzeria come i graffi sulle portiere (le “toccatine” da parcheggio), piuttosto che le bruciature di sigaretta sulla tappezzeria dei sedili o il volante troppo “vissuto”, possono essere eliminati a fronte di spese ragionevoli. Con 350 euro si può sistemare questo “tipico” trittico di difetti, e questa somma non sarà difficile da recuperare, con gli interessi, dalla vendita della vettura, a patto che l’auto oggetto delle cure sia un modello appetibile: inutile fare questi lavori su un mezzo dal valore commerciale di 1000 euro.

3. Fotografa (bene) la vettura per pubblicare le immagini sui portali degli annunci

Il passo successivo da effettuare subito dopo essersi presi cura dell’aspetto della vettura, è quello di “immortalare” il risultato del vostro lavoro, possibilmente senza perdere troppo tempo…. ovvero prima che arrivi la prima pioggia.

Se la location dove avete realizzato gli interventi di pulizia è adatta, potete passare a questa fase senza dovervi muovere, mentre, come spesso capita, se la location non si presta, perché è disordinata e non ci sono condizioni di luce accettabili vale la pena recarsi in una zona adatta: meglio all’aperto, non sotto il sole battente ma neppure dopo il tramonto, e senza altre auto o persone nelle vicinanze: lo sfondo deve essere il più possibile neutro.

Solo ora possiamo prendere in mano la macchina fotografica (meglio una “vera” macchina fotografica, ma anche gli smartphone di buona qualità sono adatti allo scopo) e prepararsi a fare molti scatti. Non a caso però.

Partite da una vista “globale” della vettura, facendo più scatti da diverse angolazioni

• Anteriore
• Posteriore
• Laterale
• 3/4 anteriore e posteriore

e soffermatevi suoi particolari:

• Ruote e cerchi
• Fari e fanali
• Paraurti
• Vano motore

mettendo il più possibile in evidenza graffi, abrasioni e piccoli danni in genere:
il compratore apprezzerà di più questo tipo di atteggiamento, piuttosto che scoprire le magagne quando verrà a visionare l’auto.

All’interno, fotografate :
Plancia (sedetevi sul divano posteriore per ampliare un po’ la visone)
Cruscotto (mettete in evidenza la percorrenza indicata dal contachilometri)
Sedili anteriori e divano posteriori
Tappetini
Bagagliaio; rivestimento del vano e del portellone

4. Scrivi l’inserzione per pubblicare un annuncio di vendita efficace

A questo punto occorre passare alla fase di scrittura dell’annuncio. Non bastano infatti delle foto ben fatte, ma occorre descrivere la vettura inserendo i dati importarti e elementi che aiutino a capire anche la “storia” dell’auto.

Non possono mai mancare:

Marca e Modello
(specificare sempre la variante di carrozzeria: station wagon, coupé ecc… dato che molti modelli erano disponibili in varie declinazioni).
Anno
(indica anche il mese: può essere utile in particolare se l’auto è recente: la valutazione è diffeente a seconda se l’auto è stata immatricolata il primo o il secondo semestre)
Prezzo
(per fissarlo correttamente, vi rimandiamo al primo punto)

Chilometraggio
(specificate il chilometraggio attuale che l’auto ha “nelle ruote”: se il motore è stato sostituito, specificatelo nell’annuncio, ma non indicate “zero chilometri”.

Condizione globale del veicolo
(inutile scrivere “ottime condizioni” ed essere smentiti alla prima foto che evidenzia una carrozzeria con evidenti danni o, peggio, essere smentiti al momento dell’appuntamento: perdereste subito credibilità e la vendita, quasi sicuramente, è destinata a sfumare.

Altre informazioni utili

• Tipo di trasmissione e di alimentazione

Talvolta, questi due elementi fondamentali nella scelta di una vettura vengono incomprensibilmente ignorati. Talvolta, perché i portali su cui si pubblica l’annuncio non li richiedono, talvolta perché alcune vetture sono disponibili solo con un tipo di alimentazione e con un solo tipo di cambio (e, quindi, si dà per scontato che il potenziale cliente sia al corrente di ciò).

• Potenza del motore  
Talvolta, indicare la versione e il tipo di alimentazione non basta per identificare una vettura: per esempio, modelli come l’Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbo Diesel sono disponibili, esattamente nelle stesse versioni e allestimenti, in due livelli di potenze: 160 e 190 cavalli. Che, ovviamente, hanno quotazioni differenti.

• Specifica che sei un venditore privato
E’ uno degli elementi assolutamente utili da indicare in un annuncio: infatti, fa la differenza a livello di tutele offerte al compratore: ne parliamo in questa pagina.

Numero di precedenti proprietari
Anche in questo caso, non si tratta di una informazione che può essere utile al potenziale compratore: se si tratta di un esemplare uniproprietario, valorizzatelo nell’annuncio; se una vettura ha avuto troppi passaggi di mano in un periodo di tempo ravvicinato, potrebbe essere indice di problemi.

5. Individua e “screma” i potenziali acquirenti

In seguito alla pubblicazione dell’annuncio sui portali specializzati, se avete seguito i consigli precedenti, cominceranno a farsi vivi i potenziali compratori, che si saranno messi in contatto via email o tramite messaggi (a cui è opportuno rispondere entro poche ore) all’interno del portale stesso o via telefono (noi consigliamo di non indicare, almeno nelle prime fasi, il numero di cellulare per evitare di essere disturbati nei momenti meno opportuni da persone non del tutto interessate).

A questo punto, si tratta di fare una prima selezione tra i contatti ricevuti, in modo da non perdere tempo con i cosiddetti “perditempo” o, peggio, con chi ha intenzione di truffarvi.

Innanzitutto, scartate

. Chi non vi lascia il proprio nome e cognome e vi chiama da un numero anonimo.

. Chi vi chiede di incontrarvi a metà strada per vedere l’auto (non è sufficientemente interessato)

. Chi vi propone delle offerte molto al di sotto del prezzo indicato nell’inserzione:

Ai contatti che hanno superato questa prima “scrematura”, provvedete a indicare le condizioni di pagamento:

Meglio accettare solo pagamenti tramite bonifico bancario o contanti (per un importo non superiore a 3.000 euro). Il compratore dovrà quindi provvedere a bonificare l’importo concordato verso l’iban indicato dal venditore prima di procedere al passaggio di proprietà. Per tutelarsi, è consigliabile indicare nella causale dell’operazione bancaria la marca e il modello dell’auto oggetto del passaggio di proprietà, e, soprattutto, redigere una scrittura privata della vendita.

Non tutti i compratori però sono disposti a versare prima il denaro: è più frequente che si decida per il pagamento con assegno circolare (quello bancario va evitato assolutamente: non fornisce sufficienti garanzie).

L‘assegno circolare è un metodo di pagamento sicuro, perché la banca lo concede al correntista solamente a fronte della effettiva disponibilità di denaro sul conto corrente, e rende il denaro inesigibile sino alla riscossione. Tuttavia, non sono rare le truffe anche in questo caso: gli assegni circolari possono essere contraffatti; per cui, prima di recarsi allo sportello dell’agenzia di pratiche auto per il passaggio, fate un salto in banca (solo dal lunedì al venerdì) per far visionare il titolo di credito e togliervi così ogni dubbio.

6. Tratta sul prezzo… ma non troppo

Inutile nasconderlo: soprattutto in Italia, è consuetudine trattare sul prezzo di vendita, specie nelle transazioni tra privati. Per cui, in qualità di venditori, non sorprendetevi di alcune offerte al ribasso che vi verranno fatte in seguito alla visone dell’auto. A questo punto, se avete già ordinato la vettura che prenderà il posto di quella che state vendendo, e avete quindi necessità di liberarvene, siate un po’ più elastici nell’esaminare proposte. Purché non siano troppo basse: se la proposta scende rispetto al prezzo indicato nell’annuncio di oltre il 10 per cento (che dovrebbe essere la percentuale che dovete aggiungere al prezzo minimo che siete disposti ad accettare) consigliamo di lasciare perdere.

7. Effettua il “trapasso”, il passaggio di proprietà, senza rischi

Una volta risolte le “formalità” relative al pagamento, la compravendita è ormai a buon punto: manca solo il passaggio di proprietà. Per svolgere il tutto in poco tempo, vi consigliamo di recarvi in una agenzia di pratiche automobilistiche. Ma è possibile anche il “fai da te” (abbiamo approfondito il tema dl “trapasso” in questo articolo).

Infine, una nota: vendere la propria auto a un privato, come avete visto, richiede tempo (realisticamente, dovrete concordare almeno quattro appuntamenti prima di trovare l’acquirente giusto) e non è privo di rischi.
Se siete disposti a realizzare una cifra più bassa rispetto alla quotazione di mercato, potete rivolgervi ai commercianti specializzati in ritiro di auto usate, anche non a fronte dell’acquisto di un altro veicolo. In questo caso, fanno tutto loro. Attenzione operò; rivolgetevi a commercianti affidabili e pretendete che il passaggio di proprietà venga effettuato il giorno stesso (di solito, questi professionisti si appoggiano a uffici di pratiche auto).