HYUNDAI TUCSON: PROBLEMI, DIFETTI, AFFIDABILITA’

Se state cercando un’auto usata spaziosa e confortevole, di dimensioni non impegnative e adatta alle esigenze di tutta la famiglia, non potete non considerare la suv Hyundai Tucson. La Hyundai Tucson di cui ci occupiamo in questa pagina è stata presentata dalla casa automobilistica sudcoreana nel 2015 ed è stata sottoposta a restyling tre anni dopo. Nel 2020 è stata presentata la quarta generazione, che andremo ad esaminare prossimamente. Ma la storia del modello venduto in quasi un milione e mezzo di unità in Europa (sette milioni nel mondo) parte da lontano: il modello Tucson fa il suo debutto originariamente nel 2004 e viene sostituito dalla ix35 (la ix35 aveva questo nome solo in Europa, mentre nel resto del mondo ha mantenuto il nome Tucson) nel 2009.

Disponibile a trazione anteriore e integrale, la Hyundai Tucson è a prova di sterrato ma non certo adatta al vero fuori strada (per questo, ci sono modelli più adatti, come per esempio la Jeep Renegade) e si trova con motori a benzina e a gasolio fluidi e non troppo rumorosi  

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IL “GRANDE FRATELLO” DELL’USATO: REDDITO, REGIONE, NORMATIVA EURO. ECCO L’IDENTIKIT PERFETTO

Sapevi che in Puglia sono state vendute ben 5 auto usate a fronte di una nuova? E che in Lombardia le vendite di vetture di seconda mano a gasolio sono, in percentuale, le più basse d’Italia? Ecco un approfondimento relativo al periodo gennaio-agosto 2023

In questo articolo, realizzato sulla base dei dati forniti da ACI-Area statistica e ISTAT, andiamo ad analizzare in modo più approfondito i dati di mercato relativi al mercato dell’usato, partendo dai dati “generali” relativi al periodo da gennaio ad agosto 2023. I passaggi di proprietà (escludendo le minivolture, ovvero, i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno fatto registrare una variazione positiva del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. In media, per ogni auto nuova, vi sono stati quasi due passaggi di proprietà di auto usate. A fronte di 1.046.728 di nuove iscrizioni, sono state registrati 1.895.778 passaggi di proprietà.

L’indice “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” si attesta dunque a 1,8 circa.

Il rapporto “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” è un indice di analisi del mercato interessante e allo stesso tempo semplice da analizzare. Se l’indice è inferiore a 1, le immatricolazioni di auto nuove hanno superato i passaggi di proprietà; di contro un indice superiore a 1 indica che vi sono stati più trasferimenti di proprietà che registrazioni della prima iscrizione al PRA di un veicolo nuovo di fabbrica. Più è alto l’indice, più il numero di passaggi di proprietà è grande rispetto alle nuove immatricolazioni.

PUGLIA E TRENTINO: I DUE ESTREMI

Le diverse regioni mostrano indici anche molto diversi da quello medio italiano, con la Puglia e la provincia autonoma di Trento collocate agli estremi opposti. In Puglia l’indice è pari a 5 (ben 5 passaggi di proprietà ogni nuova immatricolazione), mentre nella provincia autonoma di Trento le nuove immatricolazioni superano addirittura i passaggi di proprietà (indice pari a 0,22).

AUTO USATE: LE SCEGLIE CHI HA BASSO REDDITO?

Sicuramente sono molteplici le ragioni alla base dei diversi valori di indice riscontrati. Abbiamo provato ad analizzare solo uno degli aspetti potenzialmente coinvolti, mettendo in relazione l’indice “passaggi di proprietà /nuove iscrizioni” con i dati del reddito delle famiglie a livello regionale*. Dall’analisi dell’indice sembra emergere una certa relazione tra l’indice “passaggi di proprietà /nuove iscrizioni” e il reddito medio delle famiglie di ogni regione. A un reddito medio delle famiglie più alto corrisponde, generalmente, un indice più basso e viceversa. In termini generali, nelle regioni a più alto reddito il numero di compravendite di auto usate è stato sì superiore all’acquisto di auto nuove, ma non tanto quanto nelle regioni a più basso reddito. I due grafici qui sotto aiutano a spiegare meglio questo andamento.

Nota*(reddito mediato sugli ultimi 5 anni di dati disponibili 2017-2021 fonte ISTAT)

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT


TRENTO E BOLZANO: IL NUOVO BATTE L’USATO

Le regioni collocate nella parte alta del primo grafico (reddito più alto), “scivolano” in basso nel grafico di destra, giacché presentano un indice “passaggi di proprietà/nuove iscrizioni” più basso.
Prendiamo ad esempio la regione Lombardia, al secondo posto in termini di reddito presenta un indice di poco inferiore a 2. Significa che vi sono stati “solo” due compravendite di vetture usate per ogni acquisto di auto nuova. All’estremo opposto, le regioni con entrate più basse (Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata etc.) presentano un indice auto usate/auto nuove più alto (maggiore di 3). Per queste regioni, per ogni nuova immatricolazione vi sono stati più di 3 passaggi di proprietà di automobili usate.
Da notare che le due province autonome di Trento e Bolzano (redditi tra i più alti di Italia ), sono gli unici casi in cui le nuove immatricolazioni superano i passaggi di proprietà e presentano quindi un indice minore di 1.
In sintesi i dati indicano che più il reddito è alto più aumenta la propensione verso l’acquisto di vetture nuove.

OCCHIO ALLE ECCEZIONI

Ma non in tutti casi è così. Quella che abbiamo visto nei dati è una tendenza grossolana con molte eccezioni, alcune particolarmente significative che si possono più agevolmente rappresentare con il grafico qui sotto.
Sull’asse orizzontale sono riportati i valori di reddito e sull’asse verticale il rapporto auto usate/auto nuove per ogni regione, in una scala da 0 a 6 (un valore alto del rapporto indica che sono state vendute più vetture usate che nuove).
Le eccezioni rappresentate dai punti che sono più lontani dalla linea retta tratteggiata rivelano che alcune regioni non rispettano perfettamente la regola secondo cui a un reddito più basso corrisponda una propensione più elevata a comprare veicoli di seconda mano.

Elaborazioni di dati ACI e ISTAT

Puglia, Molise e provincia di Trento si allontanano di più dalla linea retta, ovvero dall’andamento generale, e mostrano dei dati particolarmente interessanti. La provincia di Trento, per esempio, ha un indice di passaggi di proprietà/nuove iscrizioni particolarmente basso (solo 0,22), inferiore anche a quello della provincia di Bolzano (che ha un reddito più elevato). All’estremo opposto spicca il dato della Puglia con il rapporto auto usate/auto nuove più alto di Italia, superiore a 5, pur non essendo la regione con il reddito più basso in assoluto. In Puglia, pertanto, tra gennaio e agosto i dati ci dicono che vi è stata solo una nuova immatricolazione ogni 5 passaggi di proprietà. Infine, il Molise pur avendo un reddito famigliare tra i più bassi di Italia ha un indice simile a quello della Lombardia (poco al di sotto di 2). Questo sta a significare, come dicevamo prima, che non sempre la correlazione tra reddito e indice è rispettata. Come sempre accade, vi sono molteplici fattori che influenzano i dati. Quella che abbiamo analizzato è solo una tendenza, una relazione generale mostrata dai dati, interessante come spunto di riflessione, ma che di certo non spiega tutto.

NORMATIVE ANTINQUINAMENTO: LE AUTO PIU’ “VERDI” SI VENDONO AL NORD. LA SICILIA IN “MAGLIA NERA”

Analizziamo ancora più nel dettaglio il mercato dell’usato, sempre per questo primo periodo (gennaio – agosto) del 2023, focalizzandoci su uno degli aspetti più d’attualità del momento: quello legato alla normativa antinquinamento. In Italia il 40% dei passaggi di proprietà ha riguardato la classe Euro 6, il 19% la classe Euro 5 e il 25 % la classe euro 4. Le restanti transazioni riguardano le classi inferiori (9% circa per le Euro 3, 4% per le euro 2 e solo un punto percentuale per quelle ancora inferiori). Anche in questo caso si riscontrano delle differenze tra le diverse regioni. In Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige i passaggi di proprietà hanno riguardato, in proporzione rispetto al totale, una quota maggiore di autovetture euro 6. In Veneto e Lombardia il 46% delle compravendite riguardano auto Euro 6, mentre in Trentino-Alto Adige si arriva a ben il 60%. In Puglia Sardegna e Sicilia invece la quota parte di compravendite che hanno riguardato auto nella classe euro più alta è nettamente inferiore al 40% medio italiano. Solo il 32% (Puglia) il 30% (Sardegna) e il 29% (Sicilia) dei passaggi di proprietà regionali hanno riguardato vetture Euro 6.


ALIMENTAZIONE: IL GASOLIO PIACE ANCORA, MA NON IN LOMBARDIA

I passaggi di proprietà del periodo gennaio-agosto 2023 in Italia hanno riguardato in prevalenza auto a gasolio, pari al 47% del mercato (48% inserendo anche le poche ibride a gasolio), contro il 37% delle auto a benzina. Che arriva però al 50% se includiamo anche il 5% di ibride a benzina e il 9% di quelle a doppia alimentazione (benzina e gas). Meno dell’1%, invece, le full electric, come c’era da aspettarsi trattandosi di un mercato recente. Il Trentino Alto Adige si distingue anche in questo caso dalle altre regioni con un 16% di passaggi di proprietà che hanno riguardato le ibride a benzina. Sempre in tema di ibride notiamo le percentuali leggermente superiori al 5% medio italiano, di Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria (tutte intorno al 7%). Interessante notare che in molte regioni del sud Italia la percentuale di passaggi di proprietà di auto a gasolio è sensibilmente più alta del 48%, il dato medio nazionale (Sardegna 57%, Sicilia 59%, Molise 63%, Calabria 63%, Puglia 64%, Basilicata 66%). Fanno eccezione la Campania e l’Abruzzo, in cui i dati si assestano rispettivamente sul 52% e sul 53%, più vicini alla media nazionale. Da evidenziare poi il dato, prevedibile, della Lombardia in cui la percentuale dei passaggi di proprietà delle auto a gasolio è la più bassa d’Italia, con il 36%, contro il 63% di auto a benzina (includendo le ibride e quelle a gas). Ciò si spiega anche con le normative molto stringenti introdotte di recente per le auto a gasolio soprattutto nella città Milano (Area B).

USATO IN BUONA FORMA: IN AGOSTO PIÙ PASSAGGI DI PROPRIETA’ E PREZZI IN FLESSIONE

Nel mese di agosto 2023, le vendite di vetture nuove hanno registrato un aumento significativo del 15,8% (Fonte: Aci) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non così bene è andata per l’usato: i passaggi di proprietà, escludendo le minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno registrato una variazione positiva del 5,7% rispetto ad agosto 2022 (valore inferiore, comunque, al 6,6 relativo al periodo gennaio-agosto di quest’anno). I 183.448 passaggi totalizzati nell’ottavo mese del 2023, di fatto, riportano il mercato delle auto di seconda mano alle performance del 2021 (183.282 ). Sono ancora lontani, però i 188.687 trasferimenti di proprietà pre-Covid (agosto 2019), quando i prezzi delle auto usate (riferiti al mercato tra operatori del settore: in prezzo “all’ingrosso”) erano più bassi di ben il 25,5% rispetto a oggi (fonte: AUTO1 Group).

Fonte: Aci
Fonte: Aci

Rimanendo in tema di valore delle auto “passate di mano”, segnaliamo che rispetto all’agosto dell’anno precedente, i prezzi delle auto usate sono diminuiti del 13,7%, e la tendenza pare sia al ribasso anche per i prossimi mesi (da gennaio ad agosto 2023, i prezzi sono calati dell’1,3%).

Flessione per le radiazioni di autovetture ad agosto: si è registrato un decremento del 2,4% rispetto ad agosto dell’anno precedente, con 60.352 pratiche contro le 61.817 di agosto 2022. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,72 nel mese di agosto (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 72) ed a 0,62 nei primi otto mesi dell’anno. Nei primi otto mesi del 2023 sono stati osservati decrementi dell’8,3% per le autovetture.

L’USATO “ECOLOGICO” E’ IN CRESCITA, MA… STENTA A DECOLLARE

L’analisi delle preferenze nel mercato delle auto usate in Italia a agosto 2023, in merito alla tipologia di alimentazione, offre alcune interessanti informazioni:

  1. Alimentazioni tradizionali: Le vetture spinte da motori termici alimentati a gasolio e a benzina continuano a dominare il mercato delle auto usate.
  2. Incremento delle ibride a benzina: Le auto ibride a benzina stanno guadagnando popolarità nel mercato dell’usato. La quota di mercato delle auto ibride a benzina è aumentata del 54,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 4,5% ad agosto 2023. Questo potrebbe riflettere un crescente interesse per le opzioni di mobilità più ecologiche.
  3. Auto elettriche ancora di nicchia: Le auto elettriche rappresentano solo lo 0,5% delle auto usate in Italia a agosto 2023. Anche se c’è un crescente interesse per la mobilità elettrica, in particolare per le auto nuove, sembra che il mercato dell’usato debba ancora adattarsi a questa tecnologia.
  4. Prevalenza dei diesel nei minipassaggi: Tra le auto oggetto di minivolture, i veicoli diesel continuano a dominare con una quota del 52,6% ad agosto 2023. Tuttavia, questa quota è in calo rispetto all’anno precedente (era il 53,6% ad agosto 2022), indicando un graduale cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
  5. Crescita delle ibride a benzina e delle auto a GPL nei minipassaggi: Le auto ibride a benzina rappresentano il 6,1% delle minivolture ad agosto, con un aumento del 45%. Allo stesso tempo, le auto a GPL hanno una quota del 7,5%, suggerendo che ci sia ancora una domanda sostenuta per queste alimentazioni alternative.

In sintesi, mentre le auto diesel e a benzina continuano a dominare il mercato dell’usato in Italia, si osserva un crescente interesse per le auto ibride a benzina e le auto a GPL. Tuttavia, le auto elettriche rappresentano ancora una piccola parte del mercato dell’usato. Questi trend riflettono una maggiore consapevolezza ambientale e una crescente preferenza per veicoli più ecologici tra gli automobilisti italiani, ma i numeri crescono ancora, ahimè, troppo lentamente.

SUZUKI VITARA: PROBLEMI, DIFETTI, AFFIDABILITA’

La storia della Suzuki Vitara parte da molto lontano, sul finire degli anni 80; nel 1988 per la precisione. Quando debuttò, portò una ventata di aria fresca nel settore delle piccole fuoristrada, con un look moderno, che si ispirava al mondo delle vetture “normali”. Tuttavia, sotto la pelle, era una fuoristrada “dura e pura”, con la trazione integrale inseribile e le marce ridotte. Nel corso degli anni, la vettura perde gradatamente le sue prerogative off-road, lasciando da parte le ridotte (non più presenti su tutte le versioni) e adottando uno schema di sospensioni più automobilistico con avantreno MacPherson a ruote indipendenti e posteriore multi-link. La seconda serie (denominata Grand Vitara), è stata prodotta dal 1999 al 2005; la terza serie è rimasta sulla breccia dal 2005 al 2015 e l’ultima, in commercio dal 2015, è stata rinnovata nel 2018.

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VENDITE AUTO USATE LUGLIO 2023: L’ENNESIMO SEGNO “+”. MA NON SONO TUTTE “ROSE E FIORI”

Il “termometro” del mercato, per questo luglio 2023, va di pari passo con quello che registra le temperature. I passaggi di proprietà di automobili, depurati dall’effetto distorsivo dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) sono stati 243.957, facendo segnare una variazione positiva del 7,5% (numeri forniti da ACI Autotrend) rispetto a luglio 2022, in cui si totalizzarono 226.866 passaggi. Per il mese di luglio, quindi, la performance è migliore rispetto al periodo gennaio-luglio 2023, che si è chiuso con un incremento del 6,7%.

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Mercato delle auto usate in Italia: il sorpasso. A giugno, usato batte nuovo

Un semestre in crescita, e sempre più interesse per le auto ibride a benzina

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Fiat Tipo usata usata: problemi, affidabilità, prezzi

Fiat Tipo: un nome che, a chi ha più di 40 anni, riporta immediatamente alla mente la berlina a cinque porte che è stata prodotta dal 1988 al 1995, in piena “epopea Ghidella”. In questo articolo ci occupiamo della Fiat Tipo che ha debuttato nel 2015, che tuttavia, ha ereditato il Dna della progenitrice: versatilità, grande abitabilità in rapporto alle dimensioni esterne e buon baule sono i tratti distintivi che uniscono la Tipo 1 alla… Tipo 2.

La vettura italiana ha una linea equilibrata e gradevole, con il “muso” caratterizzato dalla ampia griglia che unisce i fari (è stata ritoccata nel 2020, ma solo nei dettagli: nuovo logo FIAT, fari e i fanali che includono luci a led). Le finiture interne sono accettabili ma un po’ carenti sotto alcuni aspetti (ne parliamo più diffusamente in questo articolo) ”. La guida è piacevole, le sospensioni ben tarate e lo sterzo preciso.

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VENDITE DI AUTO USATE AD APRILE 2023: CRESCITA DEL 2,7%

Ad aprile, i passaggi di proprietà delle auto, al netto dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente) sono stati 214.224. Un segno positivo del 2,7% in confronto al dato rilevato ad aprile 2022 (in termini di unità vendute: 208.643).
Ogni 100 macchine nuove ne sono “passate di mano” 176 usate (il dato sale a 178 se si considerano i primi quattro mesi dell’anno: il primo quadrimestre si è chiuso con un incremento del 5,3%).

Fonte: ACI
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Classifica delle auto più affidabili: JD Power, ADAC, TUV… chi ha ragione?

Tra gli aspetti che spingono verso l’acquisto di un modello di auto di seconda mano piuttosto che di un altro, l’affidabilità è uno dei più rilevanti (se non il preponderante). Nella maggioranza dei casi, è quello che è più in grado di influenzare la decisione finale, e merita quindi uno speciale approfondimento.

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Ford Fiesta: esce di produzione. Comprala usata!

Dopo 47 anni di produzione, sette generazioni e 19 milioni di esemplari venduti dal 1976, l’utilitaria Ford esce definitivamente di scena: la disponibilità in i concessionaria è garantita sino a esaurimento delle macchine già in stock.
D’altronde, i numeri non erano più quelli di un tempo: complice la “concorrenza in casa” della Ford Puma, nonché delle altre utilitarie che godono ancora di buona salute, come Lancia Ypsilon (40.970 auto vendute nel 2022), Dacia Sandero (33.922 esemplari), Citroën C3 (a quota 31.879, sempre nel 2022). La piccola Fiesta, con 9.500 unità, ha alzato bandiera bianca.

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